Il reflusso gastroesofageo

è una patologia caratterizzata dalla risalita del contenuto acido nell’esofago, che è il canale che collega la bocca allo stomaco. Il passaggio del cibo nello stomaco è regolato da una speciale valvola muscolare – lo sfintere esofageo superiore -che si apre per consentirne il transito.

Lo sfintere, richiudendosi, impedisce la risalita verso l’alto dei succhi gastrici presenti nello stomaco. Il reflusso gastroesofageo si verifica quando questo sfintere si apre nel momento meno opportuno, consentendo il passaggio verso l’alto del contenuto gastrico. A causa della sua acidità, tale contenuto irrita la mucosa esofagea, scatenando i sintomi tipici del disturbo.

Le manifestazioni più tipiche del reflusso gastroesofageo sono costituite da bruciore di stomaco, acidità e rigurgito di cibo. Il sintomo diventa acuta durante la notte e quando ci si corica.

Questi sintomi sono tipici e permettono da soli di fare diagnosi senza bisogno di referti diagnostici.

Di solito, i sintomi si manifestano dopo aver mangiato grandi dimensioni di grassi o bevuto bevande alcoliche. E’ legato anche ad alcune posizione non corrette assunte  quando ci si sdraia dopo aver mangiato.

Il reflusso gastroeofageo viene aggravato dal fumo di sigaretta.

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Il reflusso gastroesofageo: le complicanze

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Il reflusso gastroesofageo è’ una patologia molto frequente: nel corso della vita colpisce circa una persona su tre. Di solito, è un fenomeno occasionale. Se, però, ha una frequenza ricorrente – superiore a due volte la settimana – ed è eventualmente associato ad altri sintomi quali, per esempio, rigurgito acido, difficoltà a deglutire, allora si parla di malattia da reflusso gastroesofageo.

In alcuni casi, la malattia da reflusso può determinare lesioni della mucosa esofagea, provocando l’esofagite. La causa è il passaggio continuo del contenuto acido nell’esofago che, a lungo andare, può provocare un danno alla mucosa, che si manifesta con erosioni, ulcere, sanguinamento.

La complicanza più grave del reflusso gastroesofageo è costituita dall’esofago di Barrett, che causa il cambiamento della mucosa gastrica in senso metaplasico: tale alterazione può essere cronica, caso in cui può condurre a uno stadio precanceroso.

E’ presente in circa il 10% dei pazienti che soffrono di reflusso gastroesofageo e la probabilità che l’esofago di Barrett evolva in una condizione precancerosa è del 10% di questi pazienti. La sua cura è legata alla tempestività della diagnosi.

E’quindi una condizione patologica da tenere sotto stretto controllo. Per tale motivo, i pazienti con sintomi da reflusso gastroesofageo di lunga durata dovrebbero eseguire almeno una volta una gastroscopia per valutare la gravità dell’infiammazione e l’eventuale presenza dell’esofago di Barrett.

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